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Cave Cave e metodi di coltivazione


Con il termine “cava” si intende per definizione comune una zona in cui si colloca un’attività di escavazione a cielo aperto di rocce e di minerali, che vengono in seguito utilizzati in vari tipi di impiego.

L’attività di estrazione viene in genere condotta in aree circoscritte, con lavorazioni che avvengono in superficie o a profondità relativamente piccole. L’apertura di una cava è in genere preceduta da una fase preliminare di prospezione geologica, sostanzialmente di ricerca, e da una fase di prospezione mineraria, ossia di valutazione dell’estensione delle manifestazioni superficiali e in profondità, oltre che di stima economica sulle quantità di materiale ricavabili dal giacimento.

I metodi di coltivazione di una cava sono legati agli aspetti geologici, minerari, morfologici e ai vincoli di recupero ambientale delle aree al termine dell’attività estrattiva. Tra le coltivazioni a cielo aperto si possono identificare:

  • Cave di versante: si tratta di attività aperte in zone di pendio a partire da una quota stabilita e procedendo verso il basso fino alla quota finale; tali coltivazioni possono procedere a gradoni, con alternanze di alzate e pedate, oppure dall’alto, con un’unica parete e procedendo per strisce verticali.
  • Cave a fossa: si tratta di scavi eseguiti in aree pianeggianti lungo superfici gradonate discendenti; il fondo è posto a quota inferiore rispetto al piano campagna.
  • Cave a imbuto: si tratta di particolari cave a fossa che terminano sul fondo con pozzi verticali raccordati con gallerie orizzontali che sboccano sul versante; lo scavo è sagomato a gradoni.
  • Cave a varata: in tali coltivazioni viene generato il crollo di ingenti volumi di roccia con l’uso di esplosivi, sui versanti precedentemente indeboliti tramite la realizzazione di gallerie e cunicoli.
  • Cave di fondovalle: si tratta di attività estrattive di limitate estensioni e profondità, utilizzate per il prelievo di sabbie alluvionali e ghiaie.